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Come aprire la partita iva senza pagare i contributi INPS

È possibile aprire la partita IVA avviando un’impresa senza dover essere sommersi dai contributi INPS?

La risposta è positiva. Tuttavia, deve sussistere una condizione particolare che deve essere valutata caso per caso.

La situazione particolare è data dall’apertura di una partita iva per svolgere attività commerciale mentre si è contemporaneamente dipendenti presso un’altra azienda. 

Sommario

Si possono NON pagare i contributi INPS se si ha la partita iva?

Se apro una partita iva come professionista?

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È possibile aprire la partita IVA avviando un’impresa senza dover essere sommersi dai contributi INPS?

La risposta è positiva. Tuttavia, deve sussistere una condizione particolare che deve essere valutata caso per caso.

Del tema della compatibilità tra il lavoro dipendente e l’avvio di un’attività in proprio abbiamo già parlato in maniera puntuale in un nostro precedente articolo quando abbiamo visto il regime forfettario per i lavoratori dipendenti.

Oggi ci concentriamo su quando è possibile avviare un’attività non pagando i contributi INPS.

Si possono NON pagare i contributi INPS se si ha la partita iva?

Come tutti sapranno, è il datore di lavoro che versa i contributi previdenziali ai lavoratori dipendenti ogni mese trattenendoli in busta paga. La domanda che si pone adesso è:  nel caso in cui un lavoratore dipendente volesse mettersi in proprio, avviando un’attività parallela con la partita IVA, dovrebbe versare contributi  INPS per una seconda volta?

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Se il contratto di lavoro dipendente è full time, è possibile richiedere in sede di Comunicazione Unica, relativa alla partita IVA, la non iscrizione alla gestione commercianti INPS comunicando il codice fiscale dell’azienda datrice di lavoro.

In altre parole, per l’attività commerciale svolta con partita IVA, il contribuente, lavoratore dipendente full time altrove, non dovrà pagare i contributi INPS una seconda volta, in quanto già vengono versati dal datore di lavoro.

Nel caso di contratto di lavoro part time si sarebbe sottoposti comunque alla gestione INPS commercianti, in quanto mancherebbe il requisito della prevalenza, e non sono previste riduzioni di aliquote come nel caso dei lavoratori autonomi contemporaneamente dipendenti.

Il requisito della prevalenza consente al lavoratore di non essere iscritto alla gestione commercianti dell’INPS e di non versare ulteriori contributi rispetto a quelli che già gli versa il suo datore di lavoro.

Le sedi INPS, purtroppo, ad oggi adottano dei comportamenti diversi per stimare quando il lavoro dipendente sia prevalente rispetto a quello autonomo.

Spesso, in molte sedi INPS, la prevalenza del lavoro dipendente si ha già con almeno 26/28 ore settimanali, anche se alla data odierna non risulta alcuna circolare ufficiale che chiarisca questo aspetto né indichi un monte ore minimo. Anche il tema della prevalenza del lavoro dipendente, circa il reddito ottenuto rispetto a quanto si ricava dal lavoro autonomo, non trova  riscontro in alcun documento ufficiale.

Attualmente, solo lo svolgimento di un lavoro a tempo pieno porta automaticamente con sé la possibilità dell’esclusione dall’iscrizione all’INPS commercianti; nella prassi (lo diciamo per esperienza dati i tanti casi già accaduti) con un lavoro dipendente di 30/32 ore settimanali, finora, abbiamo appurato che, in sede di Comunicazione Unica, la richiesta di non iscrizione sia stata sempre accolta positivamente dal funzionario INPS di turno.

Se apro una partita iva come professionista?

Nelle ipotesi in cui, invece, la nuova attività con partita iva sia di tipo professionale, se si è contemporaneamente lavoratori dipendenti si dovrà, comunque, procedere all’iscrizione e al versamento dei contributi previdenziali alla gestione separata dell’INPS. I professionisti già lavoratori dipendenti, nel caso di lavoro dipendente full time, potranno godere di un piccolissimo vantaggio. L’aliquota contributiva sarà ridotta dal 25,72% al 24% (magrissima consolazione).

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Pubblicato il: 28/01/2021
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    34 commenti
  1. Graziano ha detto:

    Buona sera,
    avrei intenzione di aprire un e-commerce per la vendita esclusivamente on line di beni non alimentari (codice attività 47.91.10), pertanto chiedo informazioni in merito al pagamento dei contributi INPS commercianti.
    Nello specifico vorrei sapere se, essendo titolare di contratto di lavoro part-time a tempo indeterminato (50% dell’orario giornaliero lavorativo) presso un’azienda ed avendo anche la P.IVA per ditta individuale (codice attività 74.20), iscritto alla Gestione Separata ed un contratto in essere con una Società di fornitura luce e gas che mi impegna 2 settimane al mese, posso usufruire dell’esenzione del pagamento dei contributi fissi per commercianti, considerando che la nuova attività di
    e-commerce non sarà l’attività prevalente che mi impegnerà il maggior numero di ore lavorative.
    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Michele (Partitaiva24.it) ha detto:

      Buongiorno Graziano,

      se il tuo contratto di lavoro dipendente è di tipo part time, verosimilmente INPS non accetterà la non iscrizione e dovresti versare anche i contributi alla gestione commercianti.

      Il caso comunque deve essere valutato nello specifico. Per un informazione certa l’unica che potrà risponderti sarà INPS stessa.

      • Graziano ha detto:

        Michele,
        innanzitutto La ringrazio per aver risposto al mio quesito e faccio i complimenti per il servizio che offrite in questo sito.
        Inoltre per completezza ed informazione riporto quanto mi è stato risposto dall’INPS e tutta la discussione, per mettervi al corrente.

        Risposta INPS: “Il part time al 50% è compatibile con l’iscrizione alla gestione commercianti.
        Per l’applicazione del regime agevolato non rileva il fatto che sia iscritto anche alla gestione separata, la concessione dipende dal volume di affari, dal codice ateco ecc… la competenza nel riconoscere i requisiti è di agenzia entrate, all’istituto potrà, una volta ottenuta, inoltrare domanda, tramite richieste telematizzate.
        Per l’importo dei contributi si segnala la circolare 28 del 2020.

        Risposta Agenzia delle Entrate: “Gentile contribuente, la gestione dei pagamenti dei contributi previdenziali non è di competenza di quest’Ufficio pertanto la preghiamo di inoltrare la sua richiesta all’INPS che gestisce la previdenza italiana.

        Mia mail inviata all’INPS: “A seguito della Vostra gentile risposta, ho inoltrato la stessa richiesta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate Territoriale e mi è stato risposto che la gestione dei pagamenti dei contributi previdenziali non è di loro competenza, suggerendomi di inoltrare la richiesta all’INPS che gestisce la previdenza italiana.
        Pertanto mi rivolgo nuovamente a Voi per sapere come procedere ed eventualmente chiedo se possa essere una soluzione plausibile presentare l’iscrizione alla Camera di Commercio in via telematica indicando l’esenzione al pagamento del contributo commercianti, per le motivazioni già esposte, aspettando che venga accolta per poter procedere nell’iter della pratica.

        Risposta INPS: “La gestione del pagamento dei contributi è certamente di competenza inps, mi riferivo al nulla osta per la richiesta di regime agevolato. Presenti pure la comunica

  2. Giovanni ha detto:

    Buongiorno Michele
    Nel momento in cui percepirò la naspi, mi toccherà pagare il minimale Inps una cifra superiore al €300?
    la mia iscrizione alla Camera del commercio è dovuto a un posteggio al mercato che ho dato in affitto di ramo d’azienda, per una rendita mensile di euro 100.
    Ringrazio anticipatamente per la risposta è per eventuali suggerimenti.