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Detrazioni figli a carico e regime forfettario

In fase di valutazione del regime fiscale, nelle nostre consulenze telefoniche una delle domande che ci viene posta più spesso riguarda la detrazione delle spese in dichiarazione dei redditi. Quando si apre una partita IVA, la scelta del regime fiscale è fondamentale poiché da questo dipenderà la tipologia di imposte da pagare e la sua metodologia di calcolo.

Sommario

Differenza tra regime ordinario e regime forfettario

La determinazione del reddito

L'imposta sui redditi

Le detrazioni

Le detrazioni per i figli a carico

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Differenza tra regime ordinario e regime forfettario

I due regimi fiscali al quale si può accedere in questo momento (almeno per le partite IVA individuali) sono il regime ordinario oppure il regime forfettario. Le due differenze più importanti tra questi regimi stanno senza dubbio, nel metodo del calcolo del reddito imponibile e nel tipo di imposta che va a colpire il reddito stesso.

La determinazione del reddito

In riferimento alla determinazione del reddito imponibile, nel regime forfettario il reddito viene determinato appunto in maniera forfettaria. Viene applicato un coefficiente (chiamato coefficiente di redditività) direttamente al fatturato lordo e da qui scaturisce il reddito che verrà colpito dall’imposta. Non si tiene in alcun modo conto dei costi aziendali sostenuti annualmente.

Nel regime ordinario invece il reddito viene determinato in maniera analitica. Semplificando al massimo il reddito si ottiene facendo la differenza tra i ricavi/compensi incassati durante l’anno ed i costi aziendali sostenuti.

L’imposta sui redditi

Una volta determinato l’imponibile, questo verrà colpito inesorabilmente dall’imposta sui redditi.

Nel regime forfettario la determinazione di quest’ultima è molto semplice in quanto si tratta di un’imposta fissa (la famosa flat-tax) del 5% in caso di start-up o del 15% in caso di forfettario “tradizionale“.

Il regime di tassazione ordinaria invece prevede l’applicazione dell’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che si tratta d’imposta di tipo progressivo. Imposta di tipo progressivo, cercando di spiegarci in maniera molto semplice, significa che prevede un’aliquota a seconda del livello di imponibile.

Nello specifico, le attuali aliquote IRPEF per i primi scaglio di reddito sono le seguenti:

Le detrazioni

Il punto “forte” del regime ordinario, rispetto al regime forfettario sono le detrazioni IRPEF ovvero tutte quelle spese che vanno a ridurre il valore dell’imposta da pagare.

Se si adotta il regime forfettario infatti, essendo soggetti ad un’imposta sostitutiva che sostituisce in generale l’IRPEF e le altre imposte (IRAP e addizionali comunali e regionali) non è possibile accedere alle tradizionali detrazioni e quindi come si suol dire non si può scaricare.

Le detrazioni per i figli a carico

In una recentissima risoluzione (la n. 69 del 22 luglio del 2019), l’Agenzia dell’entrate ha chiarito come comportarsi nel caso specifico di due coniugi di cui uno è lavoratore dipendente mentre l’altro sia titolare di partita IVA in regime forfettario.

Nell’istanza, si chiede se il genitore, titolare del reddito da lavoro dipendente, possa ottenere la detrazione per figli a carico al 100% invece che il solo 50%. Ciò per evitare che il 50% spettante al genitore titolare di partita IVA in regime forfettario vada perso.

o se il genitore, titolare del reddito da lavoro dipendente, possa ottenere la detrazione per figli a carico al 100% per evitare che il 50%, di cui il titolare di partita IVA in regime forfettario non può usufruire vada perso.

L’agenzia in risposta al contribuente chiarisce che la detrazione in linea generale viene suddivisa in equa parte tra i genitori. Questa norma può essere derogata e le detrazioni possono essere attribuite i maniera completa al coniuge che ha il reddito più alto.

Inoltre, si ritiene che anche il reddito della partita IVA forfettaria benché non assoggettato ad IRPEF ma ad un’imposta sostitutiva , rileva ai fini del conteggio del reddito più elevato per stabilire quali dei genitori abbia diritto all’intera detrazione.

Nel caso in esame, l’agenzia specifica che si può usufruire della detrazione al 100% da parte del coniuge lavoratore dipendente nel caso in cui il suo reddito complessivo sia più alto rispetto a quello del genitore titolare della partita IVA in regime forfettario.

In questi casi, è bene far presente che benché il contribuente abbia tutti i requisiti per aprire partita IVA in regime forfettario sia il caso di valutare le possibili detrazioni alla quale potrebbe accedere aderendo al regime ordinario.

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Autore: Michele (Partitaiva24.it)
Pubblicato il: 25/07/2019
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