Con il Decreto Ristori, approvato nel dicembre del 2020, è stato innalzato l’importo precedente del microcredito. Dunque, si passa da 25 mila euro (stabiliti dal c.d. Decreto liquidità) a 40 mila euro. In quest’articolo vedremo in cosa consiste questo strumento finanziario, quale ente nazionale lo finanzia e quali soggetti possono richiederlo.

COS’È IL MICROCREDITO?

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, finalizzato ad aiutare i soggetti vulnerabili ad avviare un’attività imprenditoriale o a fronteggiare delle spese legate ad un’emergenza. L’utilizzo di questo prestito si è diffuso specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove le piccole imprese agricole e le cooperative hanno difficoltà di accesso al prestito bancario, dovuto alla mancanza di garanzie reali.

In estrema sintesi, i programmi di microcredito consistono nel fornire alle microimprese una sorta di prestiti d’onore. Grazie alla sua diffusione, legata alla sua comprovata efficienza, il 2005 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale del Microcredito.

La divulgazione di questo strumento economico, però, non è avvenuto solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nelle economie avanzate a sostegno dei “nuovi poveri”, come i piccoli imprenditori e artigiani che difficilmente riescono ad accedere ai canali tradizionali per ottenere dei prestiti, ricorrendo sempre di più al social lending o ai prestiti peer-to-peer.

Inoltre, nei paesi industrializzati si assiste all’implementazione di programmi di microcredito destinati non solo al sostegno di attività economiche, ma anche di studi universitari.

Molti studi dimostrano che il microcredito riduce la povertà, genera reddito, anche più alti, e maggiore occupazione. I suoi limiti sono principalmente rappresentati dal suo impiego in determinati casi finalizzato solo al profitto: il denaro dei prestiti è spesso usato per i beni di consumo durevoli o semidurevoli invece che per investimenti produttivi.

QUANDO NASCE IL MICROCREDITO?

Il microcredito nasce intorno alla metà del 1700. La sua ideazione viene attribuita a Jonathan Swift con il prestito dei fondi irlandesi. Un secolo dopo, l’anarchico Lysander Spooner, in una sua pubblicazione, presentava il microcredito come una forma per combattere la povertà, attraverso l’utilizzo di piccoli prestiti a favore di attività imprenditoriali di soggetti meno abbienti. Contemporaneamente, sono state fondate le prime banche cooperative a sostegno degli agricoltori in Germania, grazie all’intervento di Friedrich Wilhelm Raiffeisen.

Bisogna attendere la metà del Novecento per vedere l’implementazione del modello di Comilla, mediante cui il credito viene distribuito alle iniziative su base comunitaria. L’esperimento è stato realizzato per opera di Akhtar Hameed Khan, nel Pakistan orientale. Tuttavia, il progetto non ebbe successo a causa dell’intromissione del governo pakistano e della formazione gerarchica dei membri che all’interno delle comunità iniziavano ad esercitare un maggiore controllo sui prestiti di altri.

Il primo istituto di credito moderno, la Grameen Bank in Bangladesh, si deve invece al premio Nobel Muhammad Yunus. La sua fondazione risale al 1983. All’inizio si presentava come un’organizzazione no-profit. Nel 2002, poi, è stata trasformata in persona giuridica e ribattezzata Grameen II. 

Il progetto di Yunus, sperimentato nella cittadina di Jobra, consisteva nell’utilizzo del proprio denaro per concedere piccoli prestiti a bassi tassi d’interesse ai poveri delle campagne. La Grameen Bank inizialmente ha cercato di dare a entrambi i generi parità di tassi, ma il 95% dei suoi clienti sono le donne. 

Il microcredito si è poi diffuso in America Latina con l’istituzione di PRODEM, una banca nata in Bolivia nel 1986, diventando uno strumento per lo sviluppo economico utilizzato in particolare nei paesi del terzo mondo. Invece, le norme sul microcredito in Italia sono state introdotte il 4 settembre 2010.

È interessante sapere che le donne continuano a costituire il 75% di tutti i beneficiari di microcredito in tutto il mondo.

COSA FA L’ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO? 

L’Ente Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico che svolge importanti funzioni in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale. In particolare, si occupa: 

  • della promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea e delle attività microfinanziarie realizzate a valere sui fondi comunitari;
  • del monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza;
  • della promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione.

Sostanzialmente, la mission dell’Ente consiste nel favorire l’accesso al credito delle microimprese e delle categorie sociali che si trovano in condizione di svantaggio, attraverso la promozione degli strumenti della microfinanza, l’assistenza tecnica, la ricerca, la formazione, la diffusione di buone pratiche.

A QUANTO AMMONTA L’IMPORTO DEL MICROCREDITO? 

Con il Decreto Ristori, approvato nel dicembre del 2020 è stato innalzato l’importo precedente del microcredito. Dunque, si passa da 25 mila euro (stabiliti dal c.d. Decreto liquidità) a 40 mila euro.

È, invece, rimasta invariata la possibilità di aumentare ulteriormente l’importo, di 10 mila euro, in caso di credito frazionato. Tale disposizione, dunque, consente ai soggetti che vogliono beneficiare del microcredito di conseguire un finanziamento complessivo fino a 50 mila euro.

Per ottenere il finanziamento è necessario recarsi in una delle banche convenzionate con l’Ente Nazionale per il Microcredito e presentare la richiesta. Un tutor, gratuitamente, darà supporto al soggetto interessato al finanziamento per comprendere se il suo progetto imprenditoriale sia realizzabile o meno. 

CHI PUÒ OTTENERE IL MICROCREDITO?

Il microcredito può essere ottenuto dai seguenti soggetti:

  • lavoratori autonomi titolari di partita iva da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti;
  • imprese individuali titolari di partita iva da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti;
  • società di persone, società tra professionisti, s.r.l. semplificate e società cooperative, titolari di partita iva da non più di 5 anni e con massimo 10 dipendenti.

PER COSA PUÒ ESSERE UTILIZZATO IL MICROCREDITO?

Il microcredito può essere utilizzato per le seguenti finalità:

  • acquisto di beni (incluse le materie prime necessarie alla produzione dei beni o servizi e le merci destinate alla vendita) o servizi connessi all’attività;
  • pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori;
  • sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale;
  • ripristino capitale circolante;
  • operazioni di liquidità;

Non può essere invece utilizzato per la ristrutturazione del debito.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL MICROCREDITO?

Il finanziamento del microcredito consiste in un mutuo chirografario, cioè garantito solo da un documento, detto chirografo, che è firmato dal debitore. Ha una durata massima di 7 anni, incluso un eventuale periodo di preammortamento.

L’importo massimo che può essere richiesto è pari a 40 mila euro, elevabile a 50 mila euro se le ultime 6 rate pregresse sono state pagate puntualmente e se lo sviluppo del progetto imprenditoriale finanziato ha raggiunto i risultati previsti.

Per le piccole e medie imprese è stabilita la Garanzia pubblica del Fondo di garanzia, pari all’80% dell’importo finanziato. Per le banche convenzionate con l’Ente Nazionale per il Microcredito sono previste alcune condizioni. Nello specifico:

  • la banca potrà richiedere ulteriori garanzie personali (non reali) solo relativamente alla parte non coperta dalla garanzia pubblica;
  • la richiesta di accesso al microcredito è totalmente gratuita fino all’atto di erogazione del finanziamento.
  • laddove previsto dalla convenzione con l’istituto bancario, l’importo relativo all’1% della somma erogata verrà trattenuto dalla banca, all’atto dell’erogazione e trasferito al tutor incaricato dei servizi ausiliari.

QUALI DOCUMENTI SONO NECESSARI PER PRESENTARE LA DOMANDA?

Per presentare la domanda di ottenimento del finanziamento di microcredito sono necessaria alcuni documenti. Per le imprese costituite e per i professionisti da meno 18 mesi, occorre esibire in banca:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • copia visura camerale della ditta e/o società rilasciata da non più di 3 mesi;
  • copia modello attribuzione partita iva;
  • numero d’iscrizione all’ordine professionale;
  • situazione economico/patrimoniale a data recente;
  • copia ultime dichiarazioni dei redditi personali dell’amministratore e dei soci con allegati estremi della presentazione.

Vanno mostrati poi:

  • eventuali attestazioni professionali connesse alla realizzazione del progetto;
  • lettera di intenti per l’utilizzo e/o locazione eventuale sito operativo;
  • copia eventuale contratto di franchising da sottoscrivere per l’avvio del progetto;
  • preventivi acquisto attrezzature/ macchinari/ stigliature/ supporti hardware e/o software / registratori di cassa connessi all’avvio del progetto;
  • preventivi di eventuali lavori strutturali nei locali opzionati quali siti operativi;
  • preventivi per eventuali spese per l’avvio del progetto (pubblicità in genere);
  • preventivi eventuali necessarie coperture assicurative di persone e locali;
  • preventivi per l’acquisto prima fornitura (recenti) ovvero fatture (recenti) quietanzate nel caso di investimenti già sostenuti.

Per quanto concerne, invece, le imprese costituite e professionisti da più di 18 mesi, è necessario presentare in banca:

  • copia documento di identità del titolare e/o amministratore;
  • codice fiscale;
  • copia visura camerale della ditta e/o società rilasciata da non più di 3 mesi;
  • copia atto costitutivo e statuto (esclusivamente per le società);
  • copia delibere assembleari in cui vengono conferiti i poteri all’organo amministrativo a richiedere, perfezionare ed utilizzare fidi bancari (qualora non previsto dallo statuto);
  • copia modello attribuzione partita iva;
  • numero di iscrizione all’ordine professionale;
  • situazione economico/patrimoniale a data recente (qualora scadenza esercizio chiuso sia eccessivamente lontana-maggiore di 4 mesi);
  • copia ultime due dichiarazioni dei redditi della società/ditta con allegati estremi della presentazione;
  • copia ultime dichiarazioni redditi personali dell’amministratore e dei soci con allegati estremi della presentazione;
  • dettaglio delle operazioni di leasing se presenti o voci particolarmente significative per una valutazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale, ecc.;
  • dettaglio affidamenti con il sistema bancario (allegando copia e/o ultimo trimestre);
  • preventivi di eventuali finanziamenti richiesti.

Per conoscere quali sono le banche convenzionate, si può consultare l’elenco sul sito web dell’Ente per il microcredito: https://www.microcredito.gov.it/

 
 
 

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