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Partita IVA e Regime Forfettario se si è pensionati

Se stai cerca informazioni su partita iva e regime forfettario se si è pensionati sei nel posto giusto. In questo articolo trattiamo della possibilità riservata a chi è già pensionato di ritornare nel mondo del lavoro aprendo una partita IVA e usufruire anche del regime forfettario. La pensione, infatti, non è una causa di esclusione dell’apertura della partita IVA.

Sommario

Pensione e regime forfettario

Il limite del reddito da pensione

Il regime forfettario start up per pensionati

La fatturazione all’ex datore di lavoro del pensionato

I contributi dopo la pensione

Conclusione

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Pensione e regime forfettario

Pensione e regime forfettario sono due redditi che ai fini del calcolo delle tasse si cumulano. Questa situazione è dovuta alla particolare tassazione del reddito da partita iva forfettaria. Il regime forfettario infatti è tassato con un’imposta sostitutiva mentre il reddito da pensione è tassato con la tradizionale IRPEF.

Il limite del reddito da pensione

Il limite del reddito da pensione per aderire al regime forfettario è 30 mila euro lordi. Si tratta del medesimo limite che hanno i lavoratori dipendenti, la normativa contenuta all’interno della legge 190/2014 che disciplina il regime forfettario riporta chiaramente redditi da lavoro dipendente/pensione o assimilati.

Inoltre, nel caso in cui avessi nello stesso anno redditi da pensione e lavoro dipendente questi vanno sommati per verificare il limite di reddito da rispettare per aderire al regime forfettario.

Per verificare il limite devi ricercare il valore reddituale all’interno della CU ricevuta annualmente da INPS o dall’ente previdenziale che ti eroga la pensione.

Il regime forfettario start up per pensionati

Il regime forfettario start up per pensionati segue le regole tradizionali. Anche i pensionati hanno diritto all’aliquota dell’imposta sostitutiva per i primi cinque anni di attività se l’attività con partita iva rispetta tutti i canoni di novità. In primo luogo quindi non devi aver svolto attività con partita iva o in forma associata nei tre anni precedenti all’apertura della partita iva e l’attività non deve essere una prosecuzione dell’attività svolta come dipendente.

La fatturazione all’ex datore di lavoro del pensionato

Per i pensionati non è rara la fatturazione verso l’ex datore di lavoro. Capita spesso infatti raggiunta la pensione si decida di collaborare con la propria precedente azienda. Se anche tu sei tra questi devi fare molta attenzione. Una delle cause di esclusione del regime forfettario infatti è la fatturazione prevalente verso il proprio ex datore di lavoro che hai avuto negli ultimi due anni. C’è dunque un periodo di sorveglianza da rispettare. Se vuoi aderire al regime forfettario e godere delle sue agevolazioni devi accertarti che il tuo ex datore di lavoro non sia il tuo cliente principale.

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I contributi dopo la pensione

I contributi dopo la pensione sono dovuti. Se decidi di aprire partita iva anche se sei già in pensione sei tenuto a pagare i contributi. Non ci sono molte scappatoie.

I nuovi versamenti, rispettando certi requisiti molto stringenti, ti daranno diritto ad un supplemento che ti verrà liquidato da INPS stesso. Per i requisiti e le modalità di richiesta del supplemento ti consigliamo di rivolgerti ad un CAF o un patronato per essere seguito al meglio nella richiesta.

Se sei un libero professionista iscritto alla gestione separata la quota contributiva sarà del 24% del reddito imponibile, non ci sono sconti particolari anche se sei già pensionato.

Se invece decidi di aprire una ditta individuale dovrai iscriverti alla gestione commercianti e artigiani e procedere al versamento dei contributi fissi minimi e gli eventuali contributi eccedenti il minimale in funzione del reddito.
Se aderisci al regime forfettario ricorda che hai la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi sia fissi che variabili.

Inoltre, se sei un ultra sessantacinquenne è consigliabile di non avvalersi della riduzione del 35% del regime forfettario ma dell’agevolazione riservata proprio agli ultra-sessantacinquenni. Quest’ultimi infatti possono richiedere l’abbattimento del 50% dei contributi.

Conclusione

Nel contenuto abbiamo visto che anche se sei un pensionato puoi aprire una partita iva e se rispetti i requisiti aderire al regime forfettario. Dal punto di vista fiscale, le regole sono le medesime dei non pensionati mentre dal punto di vista contributivo ci sono delle agevolazioni più o meno importanti a secondo che tu decida di aprire un’attività di tipo professionale oppure una ditta individuale.

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Pubblicato il: 06/08/2023
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    68 commenti
  1. Diario Gasparri ha detto:

    SONON PENSIONATO INARCASSA , HO UN REDDITO DI 31.000 EURO LORDI ANNUI , SONO ATTUALMENTE IN REGIME FORFETTARIO , VORREI SAPERE SE CI SONO EVENTUALI MODIFICHE IN VIGORE A LIVELLO GOVERNATIVO , CHE PORTANO IL REDDITO LORDO MINIMO OLTRE I 30.000 ATTUALI ., IN MODO CHE POSSA RIMANERE NEL REGIME FORFETTARIO , ALTRIMENTI DEVO TORNARE NEL REGIME ORDINARIO. GRAZIE

    • Michele (Partitaiva24.it) ha detto:

      Ciao Dario,
      al momento non sono previste modifiche su tale limite. A meno di rettifiche dell’ultimo minuto della nuova legge di bilancio le cause di esclusione dovrebbero essere le medesime. Dunque il limite di reddito da pensione/dipendente rimarrà di € 30.000.

  2. Massimo ha detto:

    Andrò in pensione tra 2 mesi, sono un agente di commercio e quindi avrò la pensione Inps e quella Enasarco, ,il limite dei 30.000 euro per il regime forfettario è da intendersi solo per la parte Inps o viene cumulata anche quella di Enasarco?