Come ben sappiamo, in Italia, ci sono molte tasse. Tra tutte, ce n’è una che colpisce praticamente tutti i contribuenti o per meglio dire tutti coloro che hanno un reddito. Molti avranno già intuito che stiamo parlando dell’IRPEF.

Vediamo quindi nel contenuto di oggi, cosa è l’IRPEF su chi impatta e come si calcola.

COSA È L’IRPEF

La parola IRPEF è l’acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla definizione possiamo già capire che è un’imposta che impatta direttamente sulla ricchezza dei contribuenti.

I soggetti che sono tenuti a pagare l’IRPEF sono tutti coloro che hanno un reddito, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi occasionali, partite IVA (imprenditori e lavoratori autonomi) ed anche i pensionati. In linea generale, l’assunto per il quale si è soggetti al pagamento è che il reddito prodotto sia conseguito in Italia.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche è un’imposta progressiva la quale tiene conto della ricchezza dei contribuenti. La sua metodologia di calcolo attraverso il meccanismo di detrazioni, scaglioni ed aliquote fa in modo che progressivamente chi ha un reddito più alto contribuisca di più rispetto a chi ha un reddito più basso.

IL CALCOLO DELLA BASE IMPONIBILE IRPEF

Per calcolare l’IRPEF dovuta da ciascun contribuente bisogna partire dal calcolo della base imponibile sulla quale verranno applicate le aliquote in base agli scaglioni di reddito. Partiamo dicendo che il calcolo della base imponibile si basa per prima cosa sulla somma dei redditi conseguiti durante l’anno.

Il calcolo se si percepisce una sola tipologia di reddito (es. lavoro dipendente o pensione) risulta abbastanza semplice. In altri casi, quando si percepiscono diverse tipologie di reddito (es. lavoro dipendente, partita IVA e locazioni) il calcolo risulta abbastanza complicato e con semplice carta e penna il più delle volte non è possibile.

Ricordiamo che sul calcolo della base imponibile una parte molto impattante spetta alle deduzioni, ovvero quelle spese/costi che vanno a ridurre direttamente il reddito prima dell’applicazione dell’imposta. Facendo un semplice esempio di deduzioni, ci riferiamo a tutti quei costi aziendali che le partite IVA sostengono annualmente per la loro attività che riducono direttamente la base imponibile ai fini IRPEF, o agli stessi contributi INPS.

GLI SCAGLIONI IRPEF

Al fine di mantenere il criterio di progressività, le aliquote applicate sul reddito di ciascun contribuente non sono sempre le stesse. Ad ogni aliquota corrisponde uno scaglione (fascia) di reddito. Ad ogni fascia di reddito corrisponderà un’imposta massima ed un’imposta minima che si potrà versare.

Di seguito elenchiamo i diversi scaglioni e le aliquote corrispondenti.

1. reddito tra 0 e 15.000 € – 23%
2. reddito tra 15.001 e 28.000 € – 27%
3. reddito tra 28.001 e 55.000 € – 38%
4. reddito tra 55.001 e 75.000 € – 41%
5. reddito oltre 75.000 € – 43%

Facendo quindi un esempio pratico, se un contribuente ha un reddito pari a € 40.000 la sua IRPEF sarà il risultato del seguente calcolo.

15.000 x 23 % + 13.000 x 27% + 12.000 x 38% = 11.520 €

Nel nostro esempio, il contribuente presenta un reddito che abbraccia i primi tre scaglioni. Per i primi 2, pagherà l’IRPEF massima mentre per il terzo scaglione pagherà un’IRPEF per un reddito di € 12.000.

In questo calcolo solamente esemplificativo non si tiene assolutamente conto delle detrazioni e delle deduzioni.

LE DETRAZIONI IRPEF

Come più volte fatto presente sopra, uno degli elementi che mantiene la progressività dell’IRPEF e che permette ad i contribuenti di avere un risparmio fiscale sono le detrazioni.

Le detrazioni, sono quegli importi che vanno a rettificare direttamente l’imposta e non la base imponibile alla quale sarà applicata l’imposta.

Alcuni esempi di detrazioni sono quelle ottenute per le spese mediche, gli interessi passivi sui mutui, le spese per ristrutturazione ecc…

Nel caso quindi di un’imposta lorda di € 2.000 ed una detrazione di 200 €, l’IRPEF che il contribuente dovrà versare è pari a € 1.700.

DETRAZIONI E NO TAX AREA

Prima di terminare il contenuto è doveroso parlare anche di un’espressione che negli ultimi anni si è usata sempre più spesso. Parliamo dell’espressione “no tax area” la quale si tratta di una fascia di reddito sotto il quale non è dovuta nessun’imposta.

Questa area non è uguale per tutti i contribuenti o per meglio dire non è uguale per tutte le tipologie di reddito prodotte.

La no tax area in verità non si tratta di una vera e propria fascia di reddito per la quale non è dovuta nessuna imposta ma è il risultato di una serie di detrazioni che vanno ad azzerare l’imposta dovuta.

IRPEF E REGIME FORFETTARIO

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario, non pagano l’IRPEF ma un’imposta sostitutiva fissa (la cosiddetta flat tax) sul reddito prodotto dalla partita IVA determinato forfettariamente.

Quest’imposta sostituisce appunto l’IRPEF, oltre ad IRAP ed addizionali comunali e regionali. Per un contribuente titolare di partita IVA in regime forfettario però sarà possibile pagare sia l’imposta sostitutiva che l’IRPEF qualora dovesse percepire ulteriori redditi assoggettati a tassazione ordinaria (es. lavoro dipendente o pensione).

 
 
 

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