I versamenti dovuti all’INPS sono motivo di preoccupazione per coloro che intendono avviare una nuova attività in proprio. Spesso e volentieri, infatti, questi contributi sono da pagare anche se non si fattura nulla, mentre, in altri casi, ci sono importanti agevolazioni o sconti.

Con questa breve guida andremo ad analizzare, con alcuni esempi, le agevolazioni INPS di cui beneficiano sia i professionisti iscritti alla gestione separata dell’INPS sia gli artigiani/commercianti che aderiscono al regime forfettario. Abbiamo deciso di dedicare nel nostro blog un intero articolo al tema dei contributi dovuti all’INPS, perché sia sul web sia tra i nostri clienti, sentiti al telefono nel corso delle nostre consulenze , vi è molta confusione al riguardo.

LIBERA PROFESSIONE O DITTA INDIVIDUALE

Partiamo dal punto che chi vuole mettersi in proprio e, quindi, aprire una partita IVA, deve decidere il tipo di attività da svolgere. La scelta dell’attività è molto importante perché determinerà a che tipo di gestione sarà sottoposto il lavoratore e quanti e quali contributi dovrà versare. Sostanzialmente, qualunque sarà l’opzione, si rientrerà nella categoria lavoratore autonomo o ditta iscritta in camera di commercio (attività commerciale/artigianale).

I contributi INPS da versare saranno diversi e, quindi, una consulenza da parte di un esperto, prima di avventurarsi da soli nell’iter di apertura della partita IVA, non farebbe male.

Andiamo a vedere nel dettaglio le diverse casistiche.

LAVORATORI AUTONOMI ISCRITTI A INPS GESTIONE SEPARATA

Rientrano in questa casistica i liberi professionisti che non hanno una propria Cassa di Previdenza (amministratori di condominio, fisioterapisti, designer, consulente generici, formatori, coach, ecc).

Non appartenendo ad una Cassa di Previdenza specifica (come nel caso di avvocati, ingegneri, geometri ecc), dette figure professionali devono necessariamente iscriversi alla gestione separata INPS.

INFORMAZIONI UTILI SULLA GESTIONE SEPARATA INPS

Si tratta di una gestione previdenziale in cui vi rientrano professionisti appartenenti a categorie molto diverse. La gestione separata ha il vantaggio che chi è compreso in questa categoria non ha una somma regolare da versare a titolo di contributo fisso obbligatorio. In altre parole: nessun obbligo di pagare contributi fissi a prescindere se si fatturerà o meno.

Questi lavoratori andranno a pagare i loro contributi in percentuale rispetto a ciò che guadagnano. La somma su cui si andrà a calcolare il valore dei contributi è il reddito professionale ai fini fiscali. In parole povere: SE NON HAI FATTURATO NULLA NON PAGHERAI NESSUNA INPS GESTIONE SEPARATA.

Ad oggi, l’aliquota stabilita che si paga sul reddito dichiarato è quella del 25,72% . Ricordiamo che chi aderisce al regime forfettario pagherà i contributi INPS non sul totale delle fatture emesse ma sul prodotto tra totale fatturato e coefficiente di redditività.

Facciamo un esempio.

Il sig. Bodoni, social media manager, è titolare di partita iva in regime forfettario. Ha aperto la partita iva nel 2017 e a fine anno ha un fatturato totale (c.d ricavi lordi per emissione di fatture) di € 23.000. L’importo da versare a titolo di contributi ai fini della gestione separata INPS sarà applicato sul prodotto tra ricavi lordi e coefficiente di redditività (in questo caso il 78%).

€ 23.000 x 78% (coefficiente redditività) x 25,72% (aliquota inps) = € 4.614,17

ATTIVITÀ COMMERCIALI/ARTIGIANE

Fanno parte di questo gruppo coloro che svolgono le attività tipiche dei commercianti e, quindi, negozi, ristoranti, e-commerce, ma anche artigianali come quelle di meccanici, estetiste, sarti, riparatori, impiantisti, ecc.

Se l’attività scelta, quindi, rientra tra quelle commerciali o artigianali, dopo l’apertura della partita IVA e la conseguente iscrizione alla Camera di commercio si procederà alla iscrizione alla gestione IVS INPS Artigiani e Commercianti.

Questa è una gestione molto onerosa che però garantisce, al momento della maturazione dei requisiti, di ottenere una pensione in rapporto ai contributi che sono stati versati.

I tipi di contributi che prevede la gestione INPS Artigiani e Commercianti sono:

  • fissi obbligatori (da versare a prescindere del reddito maturato);
  • a percentuale oltre un minimale (in base al reddito maturato).

CONTRIBUTI FISSI OBBLIGATORI PER ARTIGIANI E COMMERCIANTI

Quella dei contributi fissi è la situazione che più preoccupa gli imprenditori italiani. Perché? Perché sono obbligatori e devono essere sempre versati indipendentemente se ci sia o meno reddito.

Oggi i contributi fissi corrispondono più o meno a € 3.800 da pagare in quattro soluzioni:

  • 16 febbraio
  • 16 maggio
  • 22 agosto
  • 16 novembre

Ricordiamo che nel regime forfettario c’è una riduzione del 35% su tali contributi fissi e che comporta il pagamento di € 2.500 sempre in 4 rate.

CONTRIBUTI IN PERCENTUALE PER ARTIGIANI E COMMERCIANTI

Questi tipi di contributi sono dovuti solo se il reddito imponibile supera un minimale che è di € 15.548,00 circa. Nel caso in cui si dovesse superare questa soglia, i contributi in percentuale verranno pagati solo sulla parte eccedente.

Esempio.

Il sig. Bodoni è un commerciante ed ha un reddito su cui calcolare i contributi di € 18.700.

I suoi contributi percentuali saranno da calcolare solo su € 3152 (18.700 -15.548) con le percentuali previste nella tabella sottostante. Ricordiamo che i contributi fissi sul minimale li avrà già pagati durante l’anno nelle 4 rate alle scadenze sopraindicate.

Le percentuali dei contributi sono diverse a seconda dell’età e del profilo dell’imprenditore:

REDDITO ARTIGIANO PIÙ DI 21 ANNI COMMERCIANTE PIÙ DI 21 ANNI
Oltre €15.548 23,55% 23,64%
REDDITO ARTIGIANO MENO DI 21 ANNI COMMERCIANTE MENO DI 21 ANNI
Oltre €15.548 20,55% 20,64%

LE AGEVOLAZIONI CON IL REGIME FORFETTARIO

La situazione descritta prima è la situazione standard per tutti i contribuenti iscritti alla Gestione Commercianti e Artigiani che non aderiscono al regime forfettario.

Vediamo adesso quali sono le agevolazioni per i contribuenti che aderiscono al regime forfettario.

N.B. L’agevolazione non è implicita ma deve essere richiesta all’INPS: se si è appena aperta la partita IVA va fatta richiesta immediatamente; entro il 28 febbraio, invece, se si passa al forfettario da un precedente regime IVA normale.

I contribuenti forfettari hanno la facoltà di richiedere la riduzione del 35% dei contributi da pagare della Gestione Artigiani e Commercianti. Mentre per la gestione separata INPS per i professionisti non ci sono riduzioni di aliquota.

Ricorda: la riduzione per artigiani e commercianti viene calcolata su tutti i contributi dovuti.

CONCLUSIONE

Vista l’onerosità della previdenza italiana molti professionisti o artigiani avviano la propria attività non curanti dei versamenti previdenziali. Questo probabilmente però è il vero problema italiano, non tanto le imposte. In caso non si riuscissero a pagare per tempo ricordiamo che non è possibile utilizzare il ravvedimento operoso ma occorrerà procedere con una rateizzazione.

Noi di Partita Iva 24 ricordiamo a tutti i nostri clienti che con imposte e INPS non si scherza. Inoltre, la gestione dei primi anni di un business è fondamentale. La miglior cosa da fare è quella di rivolgersi sempre ad un professionista e non  affidarsi mai al “fai da te”. Il tuo consulente, infatti, ti permetterà di essere sempre preciso sugli adempimenti amministrativi, fiscali e contributivi scegliendo sempre la soluzione a te più conveniente e ricordandoti le scadenze che non possono mai essere sottovalutate.

Per qualunque dubbio o domanda, se ti occorre una consulenza sulla tua attività, contattaci pure ed insieme troveremo la soluzione migliore per i tuoi affari.

GUARDA IL VIDEO SULLE AGEVOLAZIONI INPS CON IL REGIME FORFETTARIO

 
 
 

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