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Apertura partita IVA online per personal trainer

Entrati definitivamente in primavera saranno molte le persone che in prospettiva della bella stagione prenderanno d’assalto le palestre o contatteranno dei personal trainer per farsi seguire nel loro percorso d’allenamento. Per questa ragione, ma anche per approfondire una delle professioni di cui non abbiamo trattato nel nostro blog, oggi vedremo come e quando aprire partita IVA per personal trainer.

Sommario

Il personal trainer

Partita iva o prestazione occasionale

Il regime forfettario per il personal trainer

L’obbligo di rispettare il fatturato per il personal trainer

L'apertura partita iva online per personal trainer

I vantaggi del regime forfettario per il personal trainer

Le semplificazioni in materia di IVA

Un’unica imposta

Nessuna ritenuta d’acconto

Quanto paga di imposte un personal trainer

Quanti contributi previdenziali versa un personal trainer

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Il personal trainer

Il personal trainer è quella figura professionale specializzata nella gestione individuale dell’esercizio fisico di coloro che si avvicinano per la prima volta all’attività fisica o che la praticano per migliorare il loro stato di salute o in generale la loro forma fisica. Inoltre, oltre al ruolo di allenatore a livello propriamente fisico il personal trainer svolge anche un importante ruolo a livello motivazionale per il proprio assistito per spingerlo a superare i propri limiti sempre in relazione all’attività fisica. Per diventare un personal trainer professionista non è necessario nessun tipo di iscrizione ad un albo professionale, si potrà quindi svolgere la propria professione una volta aperta la partita IVA.

Partita iva o prestazione occasionale

Sulla possibilità di svolgere la propria attività attraverso il lavoro occasionale piuttosto che con la partita IVA si è scritto moltissimo. In ogni caso che finché si svolge una prestazione occasionale, e quindi saltuaria e non abituale, non c’è l’obbligo dell’apertura della partita IVA. Se invece l’attività svolta è costante, anche se si guadagnano meno di 5.000 € annui di cui si sente tanto parlare, sorgerà l’obbligo dell’apertura della partita IVA. Quindi così come per tutti i professionisti in generale, se l’attività del personal trainer diventa abituale e viene svolta in maniera professionale con un minimo di organizzazione si sarà costretti ad aprire partita IVA.

L’apertura della partita IVA però non deve essere inteso come il male assoluto infatti, soprattutto per le nuove attività dal 2016 è in vigore un regime fiscale agevolato che ha uno dei livelli di tassazione più bassi in Europa, il regime forfettario. Vediamo quali sono i requisiti da soddisfare ed i vantaggi per i personal trainer che aprono la loro partita IVA in regime forfettario.

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Il regime forfettario per il personal trainer

Il primo passo per aprire una partita IVA come personal trainer è quello di individuare il regime fiscale al quale il titolare della partita IVA può aderire. Il regime più conveniente per chi decide di avviare un’attività è il regime forfettario. Per poter aderire a tale regime ci sono però dei requisiti da rispettare:

  1. limite dei ricavi e compensi previsti max 65.000 € annui (da ragguagliare se apertura in corso d’anno); (fino al 2018 il limite era di 30.000 ma con la legge di bilancio 2018 è stato innalzato tale limite a €65.000)

Attenzione però! Sono previste delle cause di esclusione dal regime forfettario (anche se si è in possesso dei requisiti elencati sopra) ai sensi dell’art. 1, comma 57, legge n. 190/2014. Nel caso specifico del personal trainer:

Una volta constatato di avere i requisiti per aderire al regime forfettario, si potrà procedere con l’apertura della partita IVA.

L’obbligo di rispettare il fatturato per il personal trainer

I vantaggi, di cui parleremo tra poco, devono essere messi in relazione però con gli obblighi per usufruire per le agevolazioni del regime. La più importante senza dubbio è quello di non superare i 65.000 € di fatturato annuo.

Certamente in questo momento vi chiederete: “E se supero i 65.000 € annui cosa succede?”

Non allarmatevi, superando la soglia dei 65.000 € si potrà continuare ad operare in regime forfettario fino a fine anno. Tuttavia, a partire poi dal 1° gennaio dell’anno successivo si passerebbe automaticamente in regime IVA normale con tutti gli adempimenti conseguenti.

L’apertura partita iva online per personal trainer

Verificati i requisiti per il regime forfettario, la partita IVA si può aprire recandosi all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, compilare il modello AA9\12 e consegnarlo agli impiegati allo sportello. La fase di compilazione è molto delicata in questa fase si dovrà indicare l’eventuale adesione al regime forfettario e si dovrà anche scegliere il codice ATECO che indica l’attività che si andrà a svolgere.

Inoltre, in questa sede è bene fare una distinzione per l’attività professionale del personal trainer. Infatti, riguardo l’inquadramento dal punto di vista contributivo, i personal trainer, essendo sprovvisti di una cassa professionale di riferimento, devono iscriversi e versare i propri contributi previdenziali alla gestione separata INPS. Talvolta però è necessaria l’iscrizione alla gestione INPS ex Enpals, ciò vale per esempio per coloro che svolgono la propria professione nell’ambito delle discipline del CONI. Prima di procedere all’iscrizione ad un trattamento previdenziale piuttosto che un altro è bene rivolgersi sempre ad un professionista piuttosto che commettere degli errori.

Sembra tutto facile tuttavia, aprire una partita IVA non è così semplice come appare. Aprirla è solo il primo passo dopo di che questa deve essere anche gestita. Degli errori in sede di apertura come la scelta del regime fiscale o del codice ATECO sbagliato possono costare caro. Passiamo adesso a vedere quali sono i principali vantaggi che offre il regime forfettario ad i personal trainer.

I vantaggi del regime forfettario per il personal trainer

Le semplificazioni in materia di IVA

Il regime forfettario è un regime fiscale esente da IVA. Nelle fatture del personal trainer quindi non sarà presente l’IVA. La mancanza dell’IVA oltre ad una maggiore competitività all’interno del mercato perché permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni porterà anche ad un risparmio dal punto di vista del professionista che seguirà il personal trainer nella gestione della partita IVA. Questo perché l’assenza di IVA semplifica molti adempimenti del commercialista.

Un’unica imposta

Un altro dei vantaggi del regime forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15% a seconda se si aderisce al regime forfettario start-up o meno. La presenza di un’imposta sostitutiva significa che non si pagheranno né IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Si dovrà pagare solo un’imposta. Nessun Regime Fiscale prevede tasse così basse.

Nessuna ritenuta d’acconto

Il regime forfettario, oltre ad essere esente IVA, è esente anche dalla ritenuta d’acconto. Con questo, regime non si dovrà inserire nessuna ritenuta d’acconto in fattura in quanto il personal trainer è soggetto ad un’unica imposta sostitutiva sui suoi ricavi che dovrà versare egli stesso. Ne consegue che su qualsiasi fattura verrà incassato il 100% dell’importo.

Quanto paga di imposte un personal trainer

Il personal trainer in regime forfettario pagherà sul reddito imponibile, determinato moltiplicando i ricavi percepiti con il coefficiente di redditività previsto per il suo codice ATECO, un’imposta in misura pari al 15%.

Ricordiamo che nel caso di start-up, invece, è prevista una riduzione dell’aliquota d’imposta che sarà pari al 5% anziché al 15% per i primi cinque anni dall’avvio dell’attività, dopodiché si passerà all’aliquota normale del 15%.

Procediamo ad un esempio per essere più immediati. Ipotizziamo che il nostro personal trainer startup abbia un fatturato annuo di € 14.000:

Fatturato € 14.000

Coefficiente di redditività previsto per un codice Ateco generico: 78%

Calcolo delle imposte: (14.000 * 78%) x 5% = € 546

Quanti contributi previdenziali versa un personal trainer

Facciamo l’esempio per un personal trainer iscritto alla gestione separata INPS. I contributi saranno calcolati sullo stesso imponibile calcolato nell’esempio del paragrafo precedente. Questi ricordiamo che saranno parti al 25,72% del fatturato e non c’è una quota fissa annuale INPS da pagare. Il personal trainer verserà contributi solo se avrà conseguito dei ricavi.

Ipotizziamo sempre un calcolo approssimativo utilizzando lo stesso fatturato per il calcolo dell’imposta fatto prima.

Fatturato € 14.000

Coefficiente di redditività previsto per un codice ATECO generico: 78%

Calcolo dei contributi previdenziali: (14.000 x 78%) x 25,72% = € 2.808

Nota importante! Nel caso in cui il professionista decide di aprire la partita IVA ad esempio nel 2020, contributi e INPS relativi al 2020 saranno pagati nell’ estate del 2021.

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Autore: Michele (Partitaiva24.it)
Pubblicato il: 21/03/2018
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