Oggi operare con l’estero è diventato piuttosto comune, anche se rimane una delle azioni più complesse per imprenditori e professionisti, poiché rende necessario conoscere la normativa riguardante l’IVA. Se non si conosce questa normativa, infatti, è molto difficile creare una fattura in maniera corretta, sia per operazioni di tipo UE che Extra-UE. Data la complessità della situazione, e le molte domande che ci vengono poste tutti i giorni, abbiamo deciso di trattare l’argomento e fornire una guida che possa essere d’aiuto ai contribuenti in regime forfettario che operano con l’estero, per l’appunto.

Ricordiamo che il regime forfettario, introdotto in Italia con la legge di bilancio del 2015, costituisce l’unico regime di vantaggio per i contribuenti . Il contribuente che aderisce a questo regime viene assoggettato, infatti, ad un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di imposta se si rispettano certi requisiti). L’accesso al regime è sottoposto al controllo di specifici requisiti che sono variabili a seconda dell’attività. Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, inoltre, se si aderisce al regime citato è previsto l’esonero dagli obblighi di liquidazione e versamento, così come è presente l’esenzione dei vincoli dichiarativi e della registrazione contabile.

Come anticipato, con la seguente guida faremo riferimento alle operazioni estere per i contribuenti che aderiscono al regime forfettario.

LE OPERAZIONI CON L’ESTERO

Chi ci segue, ormai, saprà che coloro che aderiscono al regime forfettario usufruiscono delle agevolazioni IVA. In particolare, i forfettari non esercitano la rivalsa dell’IVA (ex articolo 18 D.P.R. n. 633 1972) per le operazioni nazionali. Usando un linguaggio più comune, non applicano l’IVA sulle vendite e non esercitano detrazioni dell’IVA sugli acquisti (le semplificazioni IVA con il regime forfettario.

Con questa guida vedremo come trattare le operazioni estere per i contribuenti forfettari che riguardano:

  • cessione di beni;
  • acquisto di beni;
  • prestazione di servizi resi;
  • prestazione di servizi ricevuti;
  • importazioni ed esportazioni.

CESSIONE DI BENI

Si applica l’art. 41, comma 2-bis del Decreto Legge 331/1993

Con l’applicazione di questo articolo, ne deriva che le vendite di beni effettuati da soggetti forfettari non sono qualificate come cessioni intracomunitarie. Possiamo dire, quindi, che una cessione di beni compiuta da un forfettario ad un compratore UE (soggetto passivo IVA) verrà trattata come un’operazione nazionale. Pertanto, il contribuente forfettario non assoggetterà ad IVA la vendita e riporterà in fattura “la seguente operazione non costituisce cessione intracomunitaria, ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del D.L. n. 331/93”. Inoltre, per operazioni di questo tipo non andrà presentato, con cadenza trimestrale, il modello INTRA UE per le cessioni dei beni.

N.B. Sia i soggetti privati che gli operatori economici vengono trattati allo stesso modo.

ACQUISTO DI BENI UE

Per l’acquisto di beni in ambito UE viene applicato l’art. 38 comma 5, lettera c) del Decreto Legge n. 331/1993. Ai sensi dell’articolo, non si qualificano come intracomunitari gli acquisti di beni se il loro volume, al netto dell’IVA nell’anno precedente e in quello in corso, non supera i € 10.000.

La situazione che si crea è la seguente: il contribuente europeo applica l’IVA del proprio Paese mentre il forfettario è trattato come un consumatore finale e privato. Anche in questo caso non andrà presentato il modello INTRA UE trimestrale.

Qualora al contribuente forfettario venga rilasciata una fattura riportante la partita IVA e la dicitura “reverse charge“, anche per acquisti inferiori ai 10.000 € si dovrà provvedere a calcolare l’IVA e al suo versamento entro il 16 del mese successivo.

Nel caso si superi il limite dei € 10.000, l’operazione estera viene considerata come acquisto intracomunitario e, quindi, sarà necessario procedere all’integrazione della fattura ricevuta, applicandovi l’IVA con il meccanismo del “reverse charge“. L’IVA, quindi, dovrà essere integrata e versata entro il 16 del mese successivo all’acquisto.

PRESTAZIONI DI SERVIZI RESI

Per queste situazioni, la norma di riferimento è formata dagli artt. 7-ter e seguenti del D.P.R. n. 633/1972 per le prestazioni ricevute da soggetti non residenti o resi ai medesimi. Il contribuente forfettario si comporta in maniera uguale a quella dei soggetti con regime IVA ordinario. Nel caso in cui il contribuente sia il prestatore del servizio per un soggetto UE, egli emetterà una fattura senza addebito di IVA (nella fattura si dovrà scrivere “reverse charge”).

N.B. In questo caso dovrà essere presentato il modello trimestrale INTRASTAT relativo alla prestazione di servizi.  La stessa regola è applicata per un committente extracomunitario.

PRESTAZIONE DI SERVIZI RICEVUTI

Come committente, il contribuente forfettario, ricevuta la fattura con la dicitura “reverse charge”, dovrà integrare l’IVA  e versarla entro il 16 del mese successivo all’operazione. Se il prestatore, invece, è un soggetto extra-UE si procederà all’autofatturazione.

Un esempio, ormai classico, è dato dalle fatture che arrivano da Facebook per attività pubblicitaria. In questo caso, è necessario presentare i modelli Intrastat acquisti e versare l’IVA all’Erario, dopo aver correttamente integrato la fattura ricevuta.

IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI

La normativa applicabile si ritrova nelle disposizioni del D.P.R. n.633/1972 alle importazioni, esportazioni e alle operazioni ad esse assimilate, ferma restando l’impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza l’applicazione dell’imposta ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera c) del DPR n. 633/72, in quanto non è possibile portarsi l’IVA in detrazione.

Per le operazioni estere extra-UE si rendono valide le seguenti regole per la corretta applicazione dell’IVA:

  • importazione di beni – il contribuente forfettario versa l’IVA in dogana nel momento dell’importazione;
  • esportazione – il contribuente forfettario che esporta non deve addebitare l’IVA in fattura.

LE NOVITA’ DELL’ECOMMERCE A PARTIRE DAL 2021

A partire dall’estate del 2021, per chi ha un’attività di e commerce ed è solito vendere nei confronti di privati consumatori in tutta Europa sono previste delle novità molto importanti. Se si supererà una determinata soglia di vendita all’estero infatti sarà obbligatorio procedere all’adozione di un regime speciale, il MOSS o l’OSS a seconda che si vendano beni o servizi che porterà ad una gestione centralizzata a livello nazionale degli adempimenti iva obbligatori nei diversi paesi europei. Tratteremo ampiamente questo argomento nelle prossime settimane all’interno della nostra community. Se vuoi saperne di più ti invitiamo ad iscriverti: https://www.facebook.com/groups/generazionepartitaiva24

 
 
 

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