Nel contenuto di oggi rispondiamo ad una delle domande che riceviamo più di frequente sul regime forfettario: “cosa posso scaricare nel regime forfettario?”.

Se dovessimo dare una risposta secca, tagliando corto, questa sarebbe: “Niente! Chi aderisce al regime forfettario non può scaricare nulla, nessun costo e nessuna spesa”. C’è da dire però che questa risposta deve essere argomentata e certe volete le cose non stanno proprio così.

Vediamo bene di spiegare il perché e partiamo per prima cosa con il definire il reddito imponibile nel regime forfettario ovvero quel valore sul quale saranno calcolate le imposte e i contributi.

COME SI CALCOLA IL REDDITO IMPONIBILE IN REGIME FORFETTARIO

Il reddito imponibile nel regime forfettario viene calcolato in maniera forfettaria (da qui il nome del regime) moltiplicando il fatturato incassato per un coefficiente di redditività assegnato a monte in base all’attività svolta dal contribuente.

I costi deducibili che riducono quindi l’imponibile sono assegnati a tavolino, e sono sempre la medesima percentuale del fatturato. Sia che questi siano stati sostenuti dal contribuente sia che non lo siano stati. Quindi, indipendentemente dalla presenza o meno di costi, il reddito sarà sempre la stessa percentuale del fatturato.

Nel regime forfettario non è possibile dedurre nessun costo ai fini della determinazione del reddito imponibile.

In parole semplici, con la legge 190/2014, legge che ha introdotto il regime forfettario, si sono individuati dei coefficienti da applicare al fatturato; dalla loro applicazione fuoriesce la base imponibile sul quale il contribuente andrà a calcolare sia le imposte che i contributi previdenziali.

Il coefficiente non è uguale per tutte le attività e la forbice è molto ampia, si va dal 40 % all’ 86%.

Facciamo un piccolo esempio e vediamo come si calcola effettivamente il reddito sul quale poi verranno calcolate le imposte e i contributi.

Il sig. Bodoni, social media manager e possessore di partita IVA in regime forfettario ha avuto un fatturato di 10.000 € per il 2021.

Il suo reddito imponibile ai fini fiscali sarà determinato moltiplicando il fatturato per il coefficiente di redditività assegnato per la sua attività, in questo caso il 78%.

Imponibile ai fini fiscali: 10.000 x 78% = 7.800 €

Il 22 % rimanente e quindi 2.200 € non saranno tassati in quanto considerati come costi in maniera appunto forfettaria. (questi ipotetici costi potrebbero anche materialmente non essere stati sostenuti, potrebbero essere stati più alti, potrebbero essere stati più bassi. Non è necessario che siano documentati da fatture).

Il 5% di imposta sostitutiva, nel caso di regime forfettario star-up, sarà applicata sull’imponibile fiscale come calcolato sopra ovvero 7.800 €, (390 €).

Il regime forfettario quindi è molto conveniente per chi non deve sostenere costi molto alti per la propria attività mentre un po’ meno per chi ha delle spese più alte.

I COEFFICIENTI DI REDDITIVITÀ

Come detto sopra, a determinare l’importo effettivo sul quale andare a calcolare imposte e contributi è il coefficiente di redditività. I coefficienti non sono uguali per tutte le attività e quindi per esempio, il coefficiente di redditività di un commerciante sarà diverso da quello di un consulente aziendale poiché i costi derivanti dallo svolgimento dell’attività sono differenti. Per ogni codice attività quindi esiste anche un coefficiente di redditività che determinerà la percentuale di fatturato su cui si andranno a pagare le imposte ed i contributi.

Di seguito la tabella con i coefficienti di redditività assegnati a ciascuna attività.

gruppo di settore codice attività ATECO 2007 limite ricavi/compensi coefficiente redditività
industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) € 65.000 40%
commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 € 65.000 40%
commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 47.81 € 65.000 40%
commercio ambulante di altri prodotti 47.82-47.89 € 65.000 54%
costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) € 65.000 86%
intermediari del commercio 46.1 € 65.000 86%
attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) € 65.000 40%
attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) € 65.000 78%
altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 –
15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 –
27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 –
39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 –
63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (90 – 91 – 92 – 93) –
(94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)
€ 65.000 67%

“Ma quindi non posso scaricare più nulla?”

In realtà qualcosa c’è e sono i contributi previdenziali ma…

COSA POSSO SCARICARE IN REGIME FORFETTARIO

I contributi previdenziali, sono l’unico costo, non deciso a tavolino, che si può dedurre dal reddito imponibile.

Una volta calcolato il reddito, come vista prima, potremo andare a sottrarre i contributi obbligatori versati l’anno precedente. I contributi, saranno quindi sottratti al reddito imponibile (fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività). Anche in questo caso comunque facciamo un esempio.

Il nostro signor Bodoni, durante il suo secondo anno di attività ha avuto un fatturato di 12.000 €.

Supponiamo che nell’anno precedente abbia versato 2.000 € di contributi alla Gestione separata INPS.

Il suo reddito imponibile ai fini fiscali sarà quindi:

(12.000 € x 78%) – 2.000 € = 7.360 €.

Ne segue che l’imposta sostitutiva che andrà a pagare sarà pari a 368 € (€ 7.360 x 5%)

In questa sede è bene fare un appunto.

Nel caso dei professionisti, se si è aperta la partita IVA nel 2021, ricordiamo che le prime imposte e i primi contributi saranno versati in sede di dichiarazione dei redditi e quindi nel 2022.  Per quell’anno, non si potranno dedurre i contributi dall’imponibile ai fini fiscali perché effettivamente fino a quel momento non si è versato ancora nessun contributo previdenziale.

Caso diverso per le imprese iscritte in camera di commercio e alla gestione commercianti e artigiani dell’INPS che versano i contributi fissi già durante il primo anno di attività. Se sei un’impresa e hai versato i contributi fissi sul minimale durante l’anno questi potranno essere dedotti già nella tua prima dichiarazione dei redditi.

Altra importante nota riguarda, quale reddito imponibile viene ridotto. I contributi infatti vanno a ridurre il reddito imponibile ai fini fiscali e non previdenziali. Ne segue che il reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva sarà così calcolato: (fatturato x coefficiente di redditività) – contributi previdenziali. Il reddito imponibile sul quale verranno calcolati i contributi invece sarà calcolato semplicemente come: fatturato x coefficiente di redditività.

SCARICARE I COSTI SOSTENUTI PER I CLIENTI IN REGIME FORFETTARIO

Prima di terminare il contenuto parliamo di un escamotage, una pratica che può essere sfruttata da chi è in regime forfettario ma anche da chi ha una partita iva in regime tradizionale per ridurre quello che è il proprio fatturato e di conseguenza anche il reddito sul quale si andranno a calcolare le tasse.

Parliamo del ri-addebito in fattura delle spese sostenute per portare a termine un lavoro per conto di un cliente. Alcuni esempi sono spese di viaggio, alloggio, materiali, bolli, bollettini postali ecc…

Vediamo quando è possibile non far concorrere tali spese ai propri ricavi al fine che non risultino imponibili.

Per prima cosa tali spese devono essere documentate da fattura e in secondo luogo la fattura deve essere intestata direttamente al cliente finale. La fattura che noi riceveremo dal nostro fornitore quindi sarà intesta al nostro cliente finale, noi ci limiteremo solo ad effettuare il pagamento anticipatamente. Sulla nostra fattura finale di vendita riporteremo quindi: il valore del nostro compenso più una seconda voce che riporta le spese anticipate in nome e per conto del cliente, allegando anche la fattura ricevuta dal nostro fornitore.

In questo modo il nostro cliente avrà tutta la documentazione utile ai propri fini fiscali.

Sulla fattura, oltre ai riferimenti normativi della nostra adesione al regime forfettario, accanto al valore dell’importo delle spese anticipate, dovrà essere riportata la dicitura “spese anticipate ex. Art. 15 DPR 633/72”. Chiaramente, l’importo del rimborso spese deve essere uguale all’importo delle spese anticipate.

Facciamo come al solito un esempio.

Un elettricista viene contattato dal sig. Bodoni per il cambio di una lampadina.
La prestazione dell’elettricista vale 100 € mentre la lampadina ha il costo di € 20.
L’elettricista, acquista la lampadina per conto del sig. Bodoni e riceve una fattura intestata a nome del sig. Bodoni. L’elettricista presenta il conto al sig. Bodoni così composto.
Cambio lampadina € 100 – operazione ai sensi della legge 190/2014 regime forfettario
lampadina a led € 20 – “spese anticipate ex. Art. 15 DPR 633/72”.

In allegato alla fattura dell’elettricista il sig. Bodoni riceve anche la fattura del ferramenta dove l’elettricista ha acquistato la lampadina. In questo modo, il fatturato sul quale verrà calcolato il reddito imponibile dell’elettricista sarà 100 € e non 120€.

N.B. Chiaramente queste spese da far fatturare al committente devono essere concordate!
Se si pattuisce con il proprio committente un rimborso forfettario da riportare in fattura, questo costituirà sempre imponibile e quindi non si potrà scaricare nulla… Meglio definire tutto prima con il cliente, o meglio ancora far acquistare direttamente a lui tutto ciò che servirà per portare a termine il lavoro.

 
 
 

Potrebbe interessarti anche

 
4 Ago 2022
autofatture forfettario-01
Autofatture elettroniche – nuovo adempimento per i forfettari

Il mese di luglio, per la stragrande maggioranza dei forfettari, oltre che per i primi versamenti [...]

14 Giu 2022
fatturazione elettronica e regime forfettario
Fatturazione elettronica e regime forfettario – come farsi trovare pronti

Dal 1° luglio 2022, come ormai tutti sappiamo, sarà introdotta la FE obbligatoria anche per chi [...]

28 Ott 2021
REGIME FORFETTARIO 2022 COSA ASPETTARSI
Regime forfettario 2022 – cosa aspettarsi?

Nelle ultime settimane si è molto discusso delle novità a tema fiscale che saranno introdotte nel [...]