Nelle prime fasi in cui si inizia una nuova attività si stenta sempre ad aprire la partita iva. Le motivazioni sono diverse e vanno dalla paura di essere sommersi dalle tasse e dal sistema burocratico italiano fino alla paura di non riuscire a sorreggere anche la piccola impalcatura dell’attività del freelance. Spesso, ci si ancora al falso mito che sotto i 5 mila euro non è necessario aprire partita iva e ci si limita a sfruttare lo strumento delle famosissime ricevute di prestazione occasionale. Oggi, ancor più che negli anni scorsi, questo strumento però è diventato ancora più limitante sia per i piccoli freelance ma anche per le aziende che vogliono avvalersene. Per chi si avvale di tale strumento infatti, a partire dal 2022 ci sono importanti novità.

COSA SI INTENDE PER PRESTAZIONE OCCASIONALE

La prestazione occasionale di cui si parla in questo contenuto è un’attività di lavoro autonomo (non di natura commerciale) che deve essere resa in modo saltuario e non ripetitivo.

Un esempio è lo studente che saltuariamente realizza un sito internet per un’impresa oppure un lavoratore dipendente che fa una consulenza straordinaria a un altro professionista nel pomeriggio. In questo caso, la prestazione non è di tipo continuativo e rientra nella fattispecie del lavoro occasionale.

La disciplina che inquadra le prestazioni occasionali di lavoro autonomo la ritroviamo nell’articolo 2222 del codice civile e nella normativa INPS riguardo al suo trattamento contributivo. Per chi volesse approfondire tale tema, rimandiamo all’articolo specifico qui sul blog (https://partitaiva24.it/prestazione-occasionale-trattamento-fiscale/) oppure al nostro canale Youtube.

Avendo a grandi linee inquadrato ciò di cui stiamo parlando andiamo al fulcro del discorso vedendo quali sono le novità.

LA NUOVA RIFORMA SUL LAVORO OCCASIONALE

A partire dal 21 dicembre 2021, con il DL 146/2021, è stato introdotto l’obbligo di una comunicazione preventiva a carico del committente verso l’ispettorato del lavoro dell’utilizzo di un lavoratore occasionale all’interno della propria impresa.

L’introduzione di tale obbligo preventivo inserisce quindi un paletto in più per l’utilizzo del lavoro occasionale poiché il committente dovrà formalizzare, ancor prima di avviare l’attività, il lavoratore occasionale.

In seconda analisi, tale comunicazione non fa altro che dare il là a dei controlli più serrati sia nei confronti dei committenti che sono soliti avvalersi dei prestatori, sia nei confronti dei lavoratori “occasionali”.

Tali controlli, da un lato, monitoreranno la posizione a livello contributivo dei lavoratori occasionali (come sappiamo al raggiungimento dei 5 mila euro lordi scatta l’obbligo di iscrizione e versamento dei contributi INPS alla gestione separata) e dall’altro la necessità di aprire la propria posizione fiscale se l’attività appunto non rispetta i canoni dell’occasionalità.

Altro dato da non sottovalutare è la riduzione ancor di più dell’appeal del lavoratore occasionale rispetto al titolare di partita iva per le imprese. È indubbio infatti, per le aziende committenti, che avvalersi di collaboratori con partita iva risulta più comodo e anche meno oneroso rispetto al lavoratore occasionale.

LA NUOVA NORMA SULLE PRESTAZIONI OCCASIONALI 2022

All’interno del decreto legge 146/2021 è stato stabilito che dal 21 dicembre 2021 è obbligatorio, in caso di prestazioni occasionali, comunicare l’avvio della prestazione verso l’ispettorato territoriale del lavoro competente da parte del committente. Il ministero del lavoro successivamente, in data 11 gennaio con la nota 29, ha reso disponibili maggiori informazioni che riporteremo di seguito.

Qual è stata la motivazione del nuovo provvedimento?

Il fine della norma è chiaro ed è il contrasto alle forme di lavoro elusive che portano da un lato i lavoratori a non aprire la propria partita iva ma anche e soprattutto i committenti a instaurare uno pseudo rapporto di lavoro da dipendente senza che il lavoratore abbia le tutele del caso.

Vediamo nello specifico chi sono i soggetti interessati e qual è la prassi da mettere in atto.

CHI SONO I SOGGETTI INTERESSATI ALLA COMUNICAZIONE

I soggetti interessati all’invio della comunicazione all’ispettorato del lavoro territorialmente competente sono i committenti che si avvarranno del lavoratore occasionale. Tale comunicazione deve essere preventiva all’avvio dell’effettivo rapporto di lavoro occasionale. Nello specifico, i soggetti interessati all’invio di tale comunicazione sono le imprese o per meglio dire gli imprenditori. Non sono tenuti invece all’invio di tali comunicazioni:

  • La PA
  • I datori di lavoro domestici
  • I professionisti iscritti ad un albo
  • Le organizazzioni sindali
  • I partiti politici
  • Le orgranizzazioni culturali e religiose
  • Le ONLUS

Non è prevista inoltre la comunicazione preventiva per quelle attività in cui il committente è una piattaforma digitale, l’esempio lampante è quello dell’attività di rider che lavora per piattaforme come glovo, deliveroo o simili oppure piattaforme di freelancing come upwork o fiverr.

COME VA EFFETTUATA LA COMUNICAZIONE PER IL LAVORO OCCASIONALE

Come accennato prima, la comunicazione va effettuata preventivamente dal committente verso l’ispettorato del lavoro mediante posta elettronica ordinaria (la semplice mail) o sms in attesa di una probabile introduzione di una procedura specifica ad HOC.

Al momento la modalità indicata comunque rimane la mail ordinaria verso un indirizzo mail dedicato messo a disposizione dall’ispettorato del lavoro competente. L’ufficio competente è quello provinciale in cui verrà svolta l’attività lavorativa. Con la nota esplicativa dell’11 gennaio il ministero del lavoro ha riportato i diversi indirizzi email ai quali inviare le comunicazioni. Di seguito la nota esplicativa contenente tutti gli indirizzi email delle sedi territoriali dell’ispettorato del lavoro: nota 29.

COSA DEVE RIPORTARE LA COMUNICAZIONE PER IL LAVORO OCCASIONALE

La comunicazione da parte dell’imprenditore deve contenere le seguenti informazioni:

  • Dati del committente e del prestatore
  • Il luogo della prestazione
  • La descrizione sintetica dell’attività svolta
  • La data di inizio e l’arco temporale in cui si svolge la prestazione
  • Il compenso pattuito.

Di seguito potrai scaricare un fac simile della comunicazione da inviare. comunicazione preventiva lavoro occasionale.

QUALI SONO GLI INDIRIZZI MAIL AI QUALI INVIARE LA COMUNICAZIONE

Indirizzi e-mail, degli Ispettorati Territoriali del Lavoro, ai quali inviare la comunicazione di avvio dell’attività autonomo occasionale

Scarica il pdf

LE SANZIONI PER LA MANCATA COMUNICAZIONE DEL LAVORO OCCASIONALE

In caso di mancata comunicazione sono previste delle sanzioni di tipo amministrativo in relazione a ciascun rapporto di lavoro non comunicato. Tali sanzioni variano da 500 a 2.500 euro.

E ANCORA CONVENIENTE LAVORARE ATTRAVERSO LA PRESTAZIONE OCCASIONALE?

L’introduzione di tale nuovo obbligo verso i committenti, insieme ai relativi adempimenti dovuti come il versamento della ritenuta d’acconto o l’iscrizione e il versamento dei contributi INPS nel caso di superamento dei 5 mila euro di prestazioni occasionali durante l’anno del lavoratore rendono senza dubbio ancora più scarso il ricorso di tali lavoratori da parte delle imprese.

In tali circostanze è chiaro che per evitare obblighi e sanzioni per mancate comunicazioni o mancata iscrizione a INPS da parte del lavoratore, le imprese decidono di avvalersi di titolari di partita iva. Riducendo in questo modo al minimo gli adempimenti e gli obblighi connessi alla prestazione in se.

Ancor più che mai, nell’indecisione tra la strada dell’utilizzo della prestazione occasionale o l’apertura di una partita iva per lo svolgimento della propria attività lavorativa, al di là dell’obbligo o meno, la partita iva resta la scelta migliore.

Da un lato perché non pone freni alla possibilità di collaborare con altre imprese o professionisti, dall’altro perché grazie al regime forfettario si ha diritto ad una tassazione inferiore rispetto a quella della prestazione occasionale stessa e ovviamente si è in regola al 100% e non si rischia nulla.

E oggi, mettersi in regola costa veramente poco!

Per maggiori informazioni su come quando e perché è obbligatorio aprire una partita iva ricordiamo che mettiamo sempre a disposizione una consulenza gratuita sul nostro sito preliminare all’apertura della partita iva. Clicca sul link per prenotarla: http://partitaiva24.it./

 
 
 

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